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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Montemonaco
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mwhqMontemonaco (mwhgMondëmònëcu nel mwhwdialetto localecite-ref-4[4]) è un mwjacomune italiano di mwjq517 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Ascoli Piceno nelle mwkwMarche.

Contents

Storia
Sport
Calcio
Note

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Geografia fisica

Territorio

Montemonaco sorge nell'alta mwnqvalle dell'Aso, su un leggero pianoro di cresta prospiciente Monte Zampa e mwnwMonte Sibilla ad una quota di 988 mwoam s.l.m. È per altezza il secondo comune delle Marche.

Il territorio comunale ricade per la maggior parte all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e spazia dalle vette del mwogMassiccio del Vettore, nel cui mwowalveo mwpamorenico è ospitato il mwpqLago di Pilato, a quelle dell'mwpgArgentella, mwpwPizzo del Diavolo, mwqaPalazzo Borghese, mwqqMonte Porche che segnano il confine amministrativo con mwqgNorcia e l'mwqwUmbria, fino alle creste di Monte Sibilla e il Comune di mwraMontefortino verso nordest. Dai morbidi pendii erbosi di Monte Sibilla e Monte Zampa fino al degradare del paesaggio collinare verso mwrqComunanza. Dalle colline sul lato sud dell'alta valle dell'Aso e Monte Altino si estende agli mwrgaltopiani prossimi alla mwrwchiesa di Santa Maria in Pantano nel Comune di mwsaMontegallo.

La strutturazione mwsgorografica prevalente è quella tipica del paesaggio agrario della media e alta mwswmontagna mwtaappenninica, caratterizzata da una successione di creste aeree, di mwtqgole incassate e profonde, ripidi pendii pietrosi che s'innalzano da lievi declivi coperti di mwtgboschi. Le ristrette mwtwvalli sono innervate da mwuatorrenti a volte impetuosi, che discendono in direzione del mwuqMare Adriatico insieme alla rete viaria di crinale e fondovalle.

Queste le caratteristiche mwuwgeomorfologiche di un "espressivo ed inalterato scenario naturale di notevole valore ambientale"cite-ref-5[5] ancora poco antropizzato e per lo più ricompreso nel mwwaVersante della Magia del mwwqparco nazionale dei Monti Sibillini.cite-ref-6[6]

Storia

«

... Comperimus sacratissimas illas leges municipales, ...

quas ille primeus Monacus, Divino Spiritu afflatus, huic

Reipublicæ custodiendas dederat ...

»

(dagli Statuti Municipali del 1545)

Le prime indagini storiche su Montemonaco condotte nella prima metà del Novecento da Augusto Vittori fanno risalire l'origine del toponimo ad un nucleo di mwywmonaci benedettini stabilitosi in questo piccolo altopiano sin dall'mwzaVIII secolo. L'incastellamento e la costituzione in libero comune avvenne nel mwzqXIII secolo dopo che si era notevolmente indebolita l'autorità dei Nobili di Monte Passillo e degli altri signorotti locali. Fu allora che i montemonachesi costruirono le alte mura in pietra intervallate da torrioni, che sin da allora resero Montemonaco indipendente e fiera nel respingere gli attacchi dei vicini Comuni di mwzgNorcia, mwzwMontefortino, mwaaAmandola, mwaqArquata del Tronto e persino di mwagFrancesco Sforza e di mwawNiccolò Piccinino ai quali, a dispetto di mwbaAmandola e mwbqMontefortino che nelle diverse occasioni erano state sempre conquistate, riuscirono ad imporre patti di reciproca convenienza.cite-ref-7[7]

È con il mwdw1545 che si ha finalmente la codifica degli statuti comunali sulla scorta delle antiche usanze e riadattando i precetti di mweaSan Benedetto, su cui si era probabilmente formata la mweqcivitas medievale.cite-ref-8[8] Talmente orgogliosa delle proprie tradizioni, che la vedevano sin dal mwfgX secolo aggregata alla diocesi di mwfwFermo e al mwgaPresidiato Farfense, recalcitrò non poco nel piegarsi, mwgqobtorto collo,cite-ref-9[9] al potente Papa montaltese mwhgSisto V che l'aggregò, mwhwin spiritualibus alla mwiadiocesi di Montalto, da lui appena creata, nel mwiq1586.

Nei secoli successivi il territorio di Montemonaco perse via via la sua importanza strategica che l'aveva qualificato, sin dal mwiwMedioevo, un particolare snodo viariocite-ref-via-10-0[10] al centro degli intensi traffici lungo la viabilità nord/sud del versante adriatico della penisola.cite-ref-11[11]

La storia di Montemonaco tuttavia, al di là dei poteri costituiti che nel tempo ne hanno segnato le vicende civili è stata influenzata, fin dall'epoca pagana, dalla presenza dell'icona della mwlqSibilla Appenninica e della sua mitica mwlgGrotta. Una presenza dai molteplici riflessi e con la quale la piccola comunità, amministrata dal potere centrale della Chiesa, nel corso della sua storia ha vissuto momenti di non sempre facile convivenza.

Fra storia e leggenda

Terra di antiche frequentazioni, accoglieva stabilmente sin dal tardo Medioevo genti provenienti da terre lontane. Attratte dalla liberalità e dall'insofferenza ai poteri costituiti dei montemonachesi alcune frange mwmqereticali come i mwmgFraticelli Michelisti, i mwmwClareni, i Sacconi, i seguaci dei mwnaCavalieri templaricite-ref-12[12] ed altri eretici scappati da stati o città meno tolleranti, si riversarono sin dal mwoqXIV secolo nelle più sicure terre montane del territorio di Montemonaco e dei comuni limitrofi. Altri decisero di attraversare il mwogMare Adriatico e si stabilirono in mwowDalmazia o in mwpaGrecia.

Fra gli accadimenti del mwpgXV secolo, che contribuiranno ulteriormente, nei secoli successivi, a far conoscere Montemonaco ben oltre il suo naturale ambito geografico, ve ne sono di significativi almeno due: da una parte la venuta in queste terre dello scudiero francese mwpwAntoine de La Sale al servizio della Duca Luigi III d'Angiò nel maggio mwqa1420 dall'altra la pubblicazione nel mwqq1473 del Romanzo di mwqgAndrea da Barberino, mwqwmwraGuerrino detto meschino. Entrambi gli avvenimenti si muovono sullo sfondo della leggenda della mwrqSibilla Appenninica e il complesso ipogeo della sua mwrgGrotta, ricompreso sin dall'antico nel territorio montemonachese.

Ma mentre nel romanzo di Andrea da Berberino, Montemonaco è citata marginalmente in una trama letteraria tutta incentrata sulla leggenda della mwtwSibilla Appenninica e della sua mitica mwuagrotta, il diario autoptico di mwuqAntoine de La Sale (quel che dirà di vedere o di ascoltare dalla viva voce dei Montemonachesi, lo annoterà riportandolo nel racconto intitolato mwugLe Paradis de la Reine Sibylle, la cui prima versione manoscritta è conservata alla biblioteca del museo Condé, castello di Chantilly, poi inserito nella sua summa pedagogica, mwuwLa Salade, destinata all'istruzione di Jean d'Anjou, figlio del re Renato (René d'Anjou) è storicamente interessante come primo indiretto tentativo di cui si abbia notizia volto a laicizzare la leggenda della Sibilla all'inizio della mwvaRinascenza.cite-ref-13[13]

La fama della mwwgSibilla Appenninica doveva aver raggiunto la mwwwBorgogna se la Duchessa Agnese, sorella di Filippo Il Buono, pare avesse un arazzo nel suo castello con la rappresentazione della grotta della Sibilla. La Sale vide l'arazzo proprio nel castello di Angers, nel 1437, in occasione della festa di nozze della figlia di lei, Maria di Borbone, col figlio di Renato d'Angiò, e, constatando che la raffigurazione dei luoghi non corrispondeva al vero, decise di narrarle il viaggio, compiuto 17 anni prima, e tutto ciò che aveva visto e udito. Fra le motivazioni che avrebbero spinto La Sale ad intraprendere il viaggio Detlev Kraack individua quello dell'onore: tuttavia, non fu inviato dalla dama stessa sui monti della Sibilla. La Sale viaggiava già da tempo in Italia, al seguito dei duchi d'Angiò, Luigi II e Luigi III, prima, il re Renato poi.cite-ref-14[14]. Gli Angiò speravano di recuperare il regno di Napoli, ma tale speranza fu infranta nel 1442, quando quella città venne strappata dagli Aragonesi.

mwyqLa Sale partì quindi dalla mwygBorgogna e arrivò in mwywUmbria, fece tappa ad mwzaAssisi e mwzqSpoleto, dove lasciò incise le sue insegne nella mwzgBasilica di San Francesco e nel Duomo spoletino. Quindi attraverso il passo di Sasso Borghese il 28 maggio mwzw1420 giunse a Montemonaco.cite-ref-15[15] Lì ascolta dalla voce dei Montemonachesi fra cui Antonio Fumato i racconti sulla Regina Sibilla, cerca di capire se esistono veramente Fate e Sibille, e inizia ad incamminarsi verso la Grotta. Seguirà tutto il racconto sul Regno della Sibilla e le sue Ancelle velato di paura e scettiscismi "ad arte" per salvarsi dall'Inquisizione.cite-ref-16[16] De La Sale tornerà a Montemonaco una seconda volta nel mw2a1440.

Montemonaco scomunicata... e assolta

In una pergamena del mw2w1452,cite-ref-17[17] ad appena dodici anni dall'ultima visita di mw4aAntoine de La Sale, viene trascritta la sentenza di assoluzione da scomunica dei Priori e di tutta la comunità montemonachese per aver ospitato Cavalieri provenienti dalla mw4qSpagna e dal mw4gRegno di Napoli, dediti da mesi all'arte dell'mw4walchimia in una casa del paese (casa di Ser Catarino).

I principali capi d'accusa sono quelli di aver (i montemonachesi) aiutato e accompagnato i Cavalieri fino al lago della mw6qSibilla (Lago di Pilato) per consacrarvi i libri diabolici e, una volta messi in carcere per ordine dell'inquisizione, di averli fatti scappare! La mw6gSanta Inquisizione dichiara nel documento di essere venuta "casualmente" a conoscenza degli antefatti, da cui era scattato l'arresto dei Cavalieri, e in un secondo momento della loro fuga. L'inquisitore della mw6wMarca anconitana De Guardarjis traduce allora i Priori e tutta la comunità in tribunale a mw7aTolentino per giudicarli.

Ma stranamente, alla fine di un lungo dibattimento processuale tutti vengono assolti e liberati dalla scomunica, grazie all'atteggiamento liberale che dominava nella mw7gMarca anconitana, al contrario dell'mw7wItalia settentrionale e del resto d'mw8aEuropa dove una simile circostanza avrebbe provocato l'accensione di una notevole quantità di roghi.

Questo documento, scrive Paolo Aldo Rossi, fa emergere l'mw8gItalia Centrale al di fuori di quell'mw8worror et amor diabolicus che a soli due anni dalla pubblicazione del noto trattato dell'Inquisitore generale di mw9aCarcassonne Jean Vineti, dichiara la mw9qStregoneria una nuova forma di eresia, e darà il via nell'Italia del nord e in tutt'mw9gEuropa alla caccia alle mw9wStreghe.cite-ref-18[18] Per Rossi le valenze psicoantropologiche sottese alla decisione del De Guardarjis nei confronti della comunità montemonachese, andrebbero ricercate, attraverso un'indagine interdisciplinare, nell'esame di millenni di sedimentazione collettiva, quando manifesta quando segreta di questo come di altri territori, che in senso generale nemmeno il trionfo del razionalismo scientifico ha ancora risolto.cite-ref-19[19]

Terra di alchimisti

«

Da ogni lezzo carnale o mio Signore

salvami sempre immacolato il core


(dagli appunti di Giacomo Sinibaldi)

Le terre sibilline, come confermano gli studi del mwaqmParco Nazionale, sono ancor oggi ricche di mwaqqspecie officinali.cite-ref-20[20] Unitamente alla disseminata presenza di fonti sorgivecite-ref-21[21] e mwaq0acque mineralicite-ref-22[22] erano le due condizioni necessarie perché si potessero approntare i laboratori alchemici fra i quali, ad esempio, quello citato nella sentenza di assoluzione da scomunica.

Ida Li Vigni e Paolo Aldo Rossi ritengono che fossero le anziane donne, chiamate nel Piceno "Vergare" e nei secoli passati tacciate di far uso di arti magiche e stregoneria, le depositarie delle ricette di medicina popolare, tramandate di generazione in generazione, per far fronte con decotti, infusi e pomate alle malattie semplici. Si dedicavano per questo alla raccolta delle radici, dei fiori ed erbe fiorili, anche per gli alchimisti mwarcspeziali; questi ultimi preparavano la distillazione delle quintessenze vegetali e minerali, gli olii essenziali e quant'altro utile a loro e ai cerusici per far fronte alle malattie.cite-ref-23[23] Antoine De La Sale in capo al disegno che descrive Montemonaco sullo sfondo della mwar0Grotta della Sibilla e di mwar4Monte Vettore, riporta due piante a grandezza naturale, il "pollibastro" e la "centofoglie", di cui ancor oggi e ignota l'identificazione.

La diffusione dell'alchimia, fra il mwasaXV e il mwaseXVI secolo, dovette essere tale che nel vicino Santuario della Madonna dell'Ambro il pittore Martino Bonfini da Patrignone, intorno al mwasm1610, ispirandosi ad un libretto di disegni per la preparazione dei quadri ad iconografia sibillina di mwasqNicola Filotesio, dipinse, unitamente ai mwasuProfeti e alle mwasySibille classichecite-ref-24[24], una rara "Sibilla Chimica" (o alchemica).cite-ref-25[25]

Ma, secondo mwataJoyce Lussu, la libertà di pensiero e di azione che per secoli avevano consentito al territorio sibillino di mantenersi aperto alle nuove idee e di preservare le antiche tradizioni, di cui le donne erano principalmente portatrici, dovette subire un deterioramento improvviso quando furono inviati, nel secondo quarto del mwateXVII secolo sulle montagne del Piceno, gruppi di monaci inquisitori per bonificarle dalla presenza del Maligno. Da allora e per tutto il seicento, scrive la Lussu, la mwatiCompagnia di Gesù tentò di operare una "damnatio memoriæ" che tuttavia non sortì il risultato sperato se ancora nel Settecento operavano a Montemonaco speziali alchimisti.

A conferma di ciò nel mwatq1998 Anna Maria Piscitelli ha rinvenuto in un'abitazione di Montemonaco gli appunti alchemici di due speziali a cavallo fra seicento e settecento. Solo un libretto di appunti risulta firmato da tale Giacomo Sinibaldi di mwatuSpoleto giunto a Montemonaco, nella metà del mwatyXVIII secolo, per curare la comunità. La fama dello speziale montemonachese dové varcare presto i confini del comune se nei suoi appunti si trovano pazienti di molte comunità picene fino a sconfinare nel mwatcfermano e nel mwatgteramano. Le tecniche alchemiche utilizzate dal Sinibaldi sono quelle di mwatkalchimia minerale con l'antimonio, e tutte quelle di mwatospagiria vegetale. Il suo motto: mwatsda ogni lezzo carnale, o mio Signore, salvami sempre immacolato il core.cite-ref-26[26]

Monumenti e luoghi d'interesse

All'interno della cinta muraria, nella parte alta del paese, limitrofa alla porta San Biagio e addossata alle antiche mura, fu edificata nel mwauyXVI secolo la mwaucchiesa parrocchiale di mwaugSan Benedetto. Contigua alla più antica mwaukSan Biagio intra mœnia del mwauoXV secolo, che fu eretta ampliando un piccolo oratorio del XIII secolo, la mwauschiesa di mwauwSan Benedetto conserva all'interno di una lunetta, un affresco con una crocifissione attribuita alla scuola del mwau0Crivelli, un braccio d'argento, contenente la reliquia di mwau4San Benedetto da Norcia, opera del maestro orafo Cristoforo da Norcia e un crocifisso ligneo di arte marchigiana del mwau8XV secolo.

Scendendo lungo viale Italia s'incontra sulla destra la mwavechiesa di san mwaviGiovanni Battista del mwavmXV secolo ad un'unica navata. Di pregevole conserva una Vergine del soccorso opera del pittore Vitruccio Vergari databile al mwavq1520. Nell'abside, semicircolare, si trova una nicchia, incorniciata da due bastoni fioriti con finale a testa di serpente di ambito mwavuneoplatonico e che doveva accogliere probabilmente una statua in epoca quattrocentesca.

Proseguendo ancora lungo la via, si innalza il cinquecentesco palazzo dei Priori (oggi sede del comune). Il palazzo è il frutto di un rimaneggiamento della fine del mwavsXVI secolo della più antica struttura degli inizi del mwavwXV secolo di cui si conserva traccia nei quattrocenteschi ricommessi lapidei delle finestre con iscrizioni tronche, prive di sequenza.

Dell'antico castello in cima al paese non v'è più traccia se non nel toponimo di via di Castello. Al termine della via, nella parte più alta di Montemonaco, sorge un grande belvedere, oggi Parco Montiguarnieri, delimitato a settentrione da un tratto delle antiche mura, e da cui l'ampia vista panoramica domina verso est il degradare delle colline fino al mwav4Mare Adriatico e ad ovest la catena dei mwav8Monti Sibillini che, da mwawaMonte Sibilla a mwaweMonte Vettore, raccoglie il declinare dell'altopiano dove sorse il Borgo fortificato.

Aree naturali

Lago di Pilato

«

Dicebat enim inter montes isti civitati proximos esse lacum

ab antiquis daemonibus consecratum

et ab ipsi sensibiliter inhabitatum

»

(P. Bersuire, secolo XIV)

È situato all'interno del territorio comunale, a meno di un chilometro dal confine mwaxaumbro, è l'unico lago naturale delle mwaxeMarche e uno dei pochissimi laghi glaciali di tipo alpino presenti sull'mwaxiAppennino. Particolare e suggestiva la sua ubicazione tra pareti impervie e verticali immediatamente sotto la cima del mwaxmMonte Vettore.

Le dimensioni e la portata d'acqua dipendono principalmente dalla distribuzione delle precipitazioni: è infatti alimentato, oltre che dalle piogge, soprattutto dallo scioglimento delle nevi, che ricoprono per buona parte dell'anno la superficie dello specchio d'acqua fino all'inizio dell'mwaxuestate.

Il lago ospita un particolare mwaxcendemismo, il mwaxgChirocefalo del Marchesoni: è un piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12 millimetri e nuota col ventre rivolto verso l'alto.

Nella tradizione popolare prende il suo nome dalla leggenda secondo la quale nelle sue acque sarebbe finito il corpo di mwaxoPonzio Pilato condannato a morte da mwaxsTiberio. Il corpo, chiuso in un sacco, venne affidato ad un carro di mwaxwbufali lasciati liberi di peregrinare senza meta e sarebbe precipitato nel lago dall'affilata cresta della mwax0Cima del Redentore.

Nel mwax8XIV secolo ricadeva sotto il dominio di mwayaNorcia ed era considerato luogo di streghe e negromanti. Nelle prime opere letterarie si racconta che le autorità religiose furono costrette a proibirne l'accesso dal versante nursino e a far porre una forca come monito, all'inizio del sentiero che conduceva al lago. Sempre nella letteratura si narra che per questo motivo intorno al suo bacino furono alzati muri a secco al fine di evitare il raggiungimento delle sue acque.

Altro nome usato nell'antichità era quello di Lago della Sibilla (mwayiLacum Sibillæ), come si evince da una sentenza di assoluzione emessa a favore della comunità montemonachese dal Giudice della Marca Anconitana De Guardaris nel mwaym1452.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-27[27]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTATcite-ref-28[28] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di mwaze45 persone (7,45%). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mwazqRomania, 29 (4,80%)

Geografia antropica

Frazioni

Altino

La piccola frazione di Altino è situata a 1045 mwazkm s.l.m., al limitare dei secolari boschi di castagno e della fascia delle faggete, sovrastata dal verde manto dell'omonimo monte (Monte Altino o Cima delle Prata).

Addossato al degradare delle creste del massiccio del Vettore, sul versante sud del mwazsfiume Aso, è l'abitato di antico insediamento più elevato di tutto il versante adriatico dei Sibillini.

Il borgo sorge lungo il grande anello dei Sibillini ed è costituito da un agglomerato di case dall'impianto cinque-seicentesco con al centro una piccola chiesa circondata dal verde degli abeti. Dall'abitato partono numerosi sentieri verso i vicini boschi e le montagne soprastanti fino al Vettore e al lago di Pilato, oltre ad antiche strade comunali di collegamento con le vicine frazioni di Rocca e Vallegrascia e la chiesa di Santa Maria in Pantano.

Nel secondo dopoguerra, Altino è andato inesorabilmente spopolandosi in seguito alla crisi dell'economia agricola montana, ma è tornato a nuova vita, grazie ad una spiccata vocazione turistica. Le strutture ricettive sono costituite da un bar ristorante, da vari appartamenti e monolocali con più di 50 posti letto, da una casa in autogestione per gruppi numerosi e comunità, e, nei pressi dell'abitato, da spazi adibiti a campeggi scout.

Purtroppo, i recenti eventi sismici hanno reso inagibili buona parte degli edifici, tuttavia hanno continuato a funzionare i campeggi, la casa per gruppi e il bar ristorante, delocalizzato temporaneamente nei pressi del vecchio. Di recente è stata avviata la riqualificazione e la ricostruzione degli edifici danneggiati.

Collina

In epoca medievale il piccolo agglomerato di case di Collina, era probabilmente situato ad una quota leggermente più alta verso ovest lungo il tratturo che da Montemonaco sin dall'antico conduceva a Monte Zampa e la mwaamSibilla e forse a causa dei terremoti fu ricostruito nel Cinquecento dov'è ora.

Il sentiero per la mwaauSibilla lì s'incrociava con l'antica via Francesca proveniente da Garulla, mwaaySarnano, mwaacSan Ginesio (Saint Denis dei francesi) e il nord Italia, prima di arrivare a Montemonaco.cite-ref-via-10-1[10] La frazione è andata via via depauperandosi della qualità architettonica degli edifici e conserva la mwaawchiesa di san Donato, oggetto a Montemonaco di particolare venerazione con la celebrazione della ricorrenza del Santo a cui partecipa la comunità.

Ferrà

Piccola frazione situata vicino alla strada che da Montemonaco conduce attraverso le creste collinari a Comunanza. Gli abitanti dividono la frazione in due parti (basandosi sulla ramificazione che si incontra ad un tratto della strada) “Ferrà di sotto” e “Ferrà di sopra”. Quest’ultima venne scelta dal sacerdote Don Settimio Vallorani, come zona-vacanze per turisti durante i mesi estivi e invernali. Purtroppo, a seguito della morte del suo successore, Don Rino Vallorani, le case costruite per la villeggiatura sono state abbandonate a se stesse e a seguito degli eventi sismici che hanno coinvolto anche queste zone Marchigiane, la situazione è di gran lunga peggiorata.

Foce

Chiamata agli inizi del Novecento la piccola svizzera picena, per il laghetto naturale che la bagnava e i ridenti e scoscesi boschetti che la raccoglievano, Foce si trova a 945 mwabem s.l.m. di quota, all'interno del mwabiParco nazionale dei Monti Sibillini, dove la valle del mwabmfiume Aso è stretta tra le vette più alte del gruppo montuoso. Nonostante la sua posizione apparentemente isolata e il rigido clima invernale è stata tappa fondamentale, sin dall'epoca tardo imperiale (mwabqVI-mwabuVII secolo), per coloro che attraverso il passo di Sasso Borghese nei mesi estivi provenivano dall'altopiano di Castelluccio per scendere nella mwabyvalle dell'Aso e le comunità picene.

Delle due antiche mwabgchiese di Foce resta l'attuale mwabkSan Bartolomeo e si è perduta, probabilmente a causa dei terremoti, quella di Santa Maria di Foce del mwaboXV secolo descritta nel disegno di mwabsAntoine de La Sale come "SantMa de Fogia", che doveva trovarsi in posizione rialzata rispetto al livello attuale del borgo e spostata verso il mwabwMonte Sibilla.

È meta di turisti e viaggiatori che vogliono trascorrere giornate all'aria aperta o campeggiare sui prati del Piano della Gardosa, punto di partenza per risalire attraverso il ripido sentiero delle "Svolte" fino al mwab4Lago di Pilato a 1949 mwab8m s.l.m. ed eventualmente procedere fino alle vette del mwacaMassiccio del Vettore.

L'originale laghetto di Foce alimentato dalla Fonte della Cerasa si è notevolmente ridotto a causa della captazione delle acque della sorgente dell'Aso e in estate il più delle volte si prosciuga.

Foce dista 10mwacm km da Montemonaco.

Una descrizione delle caratteristiche storico-geografiche di Foce si trova in mwacuC. Censori, Foce e il lago di Pilato, Ascoli Piceno 2014, nel quale si trovano anche leggende e racconti popolari legati al luogo e si accompagna il lettore, passo dopo passo, verso una meta suggestiva, il mwacyLago di Pilato,

Isola San Biagio

Percorrendo la SP 148 verso Colleregnone, dista 4mwack km da Montemonaco.

Rivo Rosso

Percorrendo 8mwacw km in direzione Vallegrascia s'incontra la frazione.

Rocca

Gemella di Vallegrascia nel testimoniare la ricchezza raggiunta dalla gente del luogo nel mwadmXVI secolo con i suoi edifici cinquecenteschi, dai paramenti ben profilati in pietra a vista e ricchi di decori, il territorio di Rocca racconta una lunga storia vissuta tra epoca tardo imperiale e mwadqXVII secolo fino ad oggi.

Infatti oltre il fiume, sui piccoli altopiani, ad una quota di cento metri superiore all'attuale insediamento, restano le fondamenta di quello che fu probabilmente un mwadopagus romano prima e fino alla metà del mwadsXIII secolo un castello nursino, poi passato sotto il controllo montemonachesecite-ref-29[29] e via via abbandonato per riutilizzarne nel mwaeaXV secolo il materiale lapideo nella ricostruzione del Borgo lungo il fiume.

Estremamente ricca di acque, anche minerali, aveva nel suo seno un vasto complesso di edifici cinquecenteschi, fra cui probabilmente un ospitale per i viandanti che vi si ristoravano e di cui rimangono significativi resti architettonici nei suoi edifici.

Edifici costruiti con materiale in pietra serena e pietra tufacea tipica del luogo arricchita da un interessante motivo decorativo. Infatti più che ricalcare gli stilemi decorativi del mwaecXV-mwaegXVI secolo risulta coerente con un florilegio simbolicocite-ref-architettura-30-0[30] riprodotto, quasi per gemmazione spontanea, in alcuni borghi del territorio Montemonachese.

Ben inserita nella viabilità medievale lungo l'mwae4Aso, (partendo da Foce e seguendo la via tardo imperiale è il primo nucleo abitativo che s'incontra) qui incrociava anche il tratturo proveniente da Altino per Montemonaco. Inoltre da Rocca partiva uno dei sentieri principali che collegava il fondovalle alla mwae8Grotta della Sibilla, per coloro che non volevano risalire fino al capoluogo e giungere direttamente così alle "Grotte Nere" e su fino alla vetta di mwafaMonte Sibilla.

Ad un Km sulla strada per Foce di Montemonaco s'incontrano le fonti delle "Pisciarelle" che con il notevole gettito d'acqua, da molti ritenuta "minerale", accolgono file di persone provenienti dal Piceno, intente a rifornirsi di acqua. Gli anni mwafi'80 hanno visto la ricostruzione e il restauro di molti edifici della frazione ed il rivitalizzarsi della sua economia con l'apertura di ristoranti ed alberghi. Rocca dista 6mwafm km da Montemonaco.

Ropaga

Piccola frazione, si trova a metà strada tra Montemonaco e San Giorgio all'Isola, a 3mwafy km di distanza da Montemonaco.

San Giorgio all'Isola

È un piccolo agglomerato di case poco distante dall'antica mwafkchiesa di mwafoSan Giorgio edificata nel mwafsX secolo sulle rive del fiume Aso. Come altre chiese del territorio è stata fino al mwafwXVI secolo sotto la giurisdizione dell'mwaf0Abbazia di Farfa attraverso la vicaria del monastero di Santa Vittoria in Matenano. All'interno conserva interessanti affreschi del mwaf4XVI secolo raffiguranti mwaf8Sant'Antonio, mwagaSan Sebastiano, mwageSan Bartolomeo una mwagiCrocifissione e una mwagmMadonna con bambino. Nell'mwagqabside ritroviamo resti di mwaguaffreschi di scuola bizantina del mwagyXII secolo.

Dalla frazione di San Giorgio all'Isola inizia il lago artificiale di Gerosa meta sui prati e i fitti boschetti delle sue sponde di turisti ed escursionisti durante l'estate.

Tofe

Vicino alla piccola frazione di Tofe lungo l'antica via tardo Imperiale e prospiciente la riva del fiume s'innalza la mwag4chiesa di Santa Maria in Casalicchio del mwag8XIV secolo. Dell'impianto di questa antica chiesa mwaharomanica rimane la sacrestia, che probabilmente risale al mwaheXIII secolo, ma che per alcuni studiosi locali venne edificata sulle rovine o in prossimità di un antico tempio pagano.cite-ref-architettura-30-1[30]

Certo è che sin dal mwahcQuattrocento aveva assunto un'importanza notevole se le comunità picene in lite tra loro la sceglievano per giurarvi i patti o la pace raggiunta. Interessanti gli affreschi, attribuiti a Vitruccio Vergari, raffiguranti una mwahgMadonna con bambino del mwahkXVI secolo (Madonna delle rose) e una mwahoCrocifissione. All'esterno, come unico decoro, la presenza di due stelle scolpite, una a cinque punte ed una a sei, ai lati della monofora prospiciente l'antica via.cite-ref-via-10-2[10]cite-ref-architettura-30-2[30]

Per un voto fatto dalla Comunità montemonachese all'indomani della grande mwaiqpeste del mwaiuSeicento, si svolge da allora, il 20 gennaio di ogni anno, la festa di mwaiySan Sebastiano, con una processione (anche con bufera e neve) che da Montemonaco scende fino alla mwaicchiesa.cite-ref-31[31]

È tradizione che dopo la funzione, il Comune offra a tutti i partecipanti provenienti dal Piceno, mwai0pane, mwai4vino cotto e mwai8salsicce. Negli ultimi decenni si sono aggiunti in processione i mwajaVigili Urbani che hanno come protettore mwajeSan Sebastiano.

Vallegrascia

Il toponimo deriva dalla Grascia, il frumento (farro in prevalenza), trasportato nel mwajwMedioevo in copiosa messe lungo la valle.

La frazione si colloca infatti lungo l'antico Sentiero dei mietitori che dalle terre nursine, il passo del Galluccio e l'altopiano di Santa Maria in Pantano scendeva a valle attraversando Vallegrascia; da lì i mietitori con i loro carichi di merce, si dirigevano verso nord/sud o confluivano nella viabilità lungo il mwakqfiume Aso fino ai porti Piceni dell'mwakuAdriatico.cite-ref-32[32]

L'impianto del piccolo borgo, a lato dal Fosso della Rota, risale al mwaksXV secolo e a conferma sono le costruzioni in pietra tufacea a faccia vista di notevole qualità architettonica a testimonianza della ricchezza goduta in quel tempo dai suoi abitanti.

È interessante notare come la dimora con qualità architettonica maggiore sia stata quella della famiglia Scardazza, oggi in deprecabile stato di abbandono, scacciata dalla mwak0Spagna e giunta a Montemonaco agli inizi del mwak4XVI secolo.cite-ref-architettura-30-3[30]

Scendendo da Vallegrascia s'incontra la mwalqchiesa mwaluromanica di mwalySan Lorenzo "ad tre rivos" del mwalcXII secolo. Sembra che la sua fondazione, ritenuta presumibile per gli inizi del mwalg1100, sia legata ad un lascito che donava all'mwalkAbbazia di Farfa il territorio di Rascio in cui era ricompresa Vallegrascia. Ma da un documento del mwalo1301 risulta suffraganea della Pieve di Sant'Angelo in Montespino.

La struttura della mwalwchiesa, con campanile addossato al lato tergale è in pietra arenaria con un'abside semicircolare scandita dal ritmo di esili colonne coronate da archivolti pensili che rievocano i modelli sia del repertorio lombardo sia delle regioni meridionali.

Una cripta è conservata sotto il presbiterio, da cui si accede. Particolari le colonne con capitelli scolpiti, a motivi floreali di foglie d'acanto e zoomorfi. Durante il restauro della mwal4chiesa sono state ritrovate due lastre scolpite con storie della mwal8Genesi firmate dagli artisti Guitonio e Atto, risalenti probabilmente al mwamaX secolo.cite-ref-architettura-30-4[30]

Vallegrascia dista 8mwamy km da Montemonaco.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1985 | 16 giugno 1990 | Giovanbattista Censori | Lista civica | Sindaco | [ 33 ] |
| 16 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Lorenzo Valeri | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 33 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Lorenzo Valeri | Lista civica | Sindaco | [ 33 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Liberato Vittorio Sansonetti | Lista civica | Sindaco | [ 33 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Liberato Vittorio Sansonetti | Lista civica | Sindaco | [ 33 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Onorato Corbelli | Lista civica | Sindaco | [ 33 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Onorato Corbelli | Lista civica Noi con voi | Sindaco | [ 33 ] |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Francesca Grilli | Lista civica Montemonaco riparte | Sindaco | [ 33 ] |
| 10 giugno 2024 | in carica | Francesca Grilli | Lista civica Avanti insieme Montemonaco | Sindaco | [ 33 ] |

Sport

Calcio

La squadra di calcio a 11 del paese, il Montemonaco calcio, disputa i campionati mwapaUISP.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwapkmwapomwapsBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwapwdemo.istat.it, mwap0ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaqemwaqimwaqmClassificazione sismica (mwaqqmwaquXLS), su mwaqyrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaqomwaqsmwaqwTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaq0mwaq4PDF), in mwaq8citerefmwaraLeggemware mwari26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwarmAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwarq 151. mwaruURL consultato il 25 aprile 2012 mwary(archiviato dall'mwarcurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwarsAA. VV., mwarwmwar0Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwar4 420, mwar8ISBNmwasa 88-11-30500-4.
cite-note-55. "La documentazione e le immagini raccolte durante la ricerca, oltre alla più semplice acquisizione di una sintesi dei contenuti storici e paesistici del luogo, tendono a stimolare l'interesse ed a rinnovare la memoria nei confronti di un espressivo ed inalterato scenario naturale di notevole valore ambientale e culturale, costituito...di creste aeree, di gole incassate e profonde, ripidi pendii pietrosi che s'innalzano da lievi declivi coperti di boschi... La strutturazione orografica prevalente è quella tipica del paesaggio agrario della media montagna subappenninica, caratterizzata da una successione di ristrette valli solcate da piccoli corsi d'acqua a volte impetuosi, che discendono in direzione del mwasuMare Adriatico insieme alla viabilità principale di crinale a fondovalle." Marco Carobbi e Mauro Ristori, Emergenze architettoniche nel versante Piceno dei mwasyMonti Sibillini-Un crocevia di antichi itinerari mwascLe terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura pag. 69, in Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, mwasg1999.
cite-note-66. Sulla divisione del Parco Nazionale in quattro versanti, Storico, Fiorito, Della Magia e Sacro, si veda: mwasw
cite-note-77. Augusto Vittori, Montemonaco nel regno della Sibilla Appenninica, 1933 L.E.F. (FI) pag 19-51
cite-note-88. mwatmmwatqmwatuPer un approfondimento sulla storia di Montemonaco si veda in, su mwatymontemonaco.com.
cite-note-99. Augusto Vittori, Montemonaco nel Regno della Sibilla Appenninica, 1933, L.E.F. (FI) pag. 60-61
cite-note-via-1010. Sull'antica viabilità del territorio di Montemonaco scrive Mauro Ristori: "Il sistema stradale infatti comprende l'antico percorso della via francisca orientato in direzione nord sud, già transitata in periodo medievale dalla grande fiumana della gente che andava a mwaueRoma e dai porti della mwauiPuglia per gli imbarchi verso la mwaumPalestina. in direzione nord conduceva direttamente alle regioni orientali della nazione dei Franchi, nel cuore del mwauqSacro Romano Impero, corrispondenti all'attuale mwauuGermania. Il tracciato della Francisca incrocia, presso l'abitato di Tofe nel territorio comunale di Montemonaco, la non meno famosa Via Imperiale originata...da una strada doganale che doveva convogliare i traffici commerciali locali con le vie consolari romane. Giunta ad mwauyAmandola, la Francisca prosegue passando per mwaucSan Ginesio (S. Denis dei francesi e Sce Dionysii dell'mwaugitinerario toscano della Via Francigena percorso da Sigerico...)", Marco Carobbi e Mauro Ristori, mwaukUn crocevia di antichi itinerari pag. 69, in mwauoLe terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, mwaus1999.
cite-note-1111. Sulla viabilità medievale del versante adriatico dell'Italia centrale e le Vie Francesche o Francische e loro collegamenti con la più famosa mwau8Via Francigena, si veda tratto dall'intervento di Federico Uncini in mwavaHomo viator, a cura di Bonita Cleri, Atti del Convegno delle mwaveUniversità di Macerata-mwaviUrbino Quattroventi, Urbino mwavm1997: mwavqFabriano Storica - Le vie dei pellegrini tra Marche e Umbria
cite-note-1212. Ai confini del territorio comunale è stato ritrovato scolpito più volte, su architravi di finestre e portali di edifici tardo quattrocenteschi, il motto dei mwavgCavalieri templari "Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam" unitamente ai simboli ad essi collegati. "...icone solitarie marcano e qualificano in epoca medievale i percorsi dell'antica viabilità lungo la dorsale centro-appenninica, dove probabilmente l'Ordine del Tempio possedeva Commente, Ospitali e Chiese, come quella di San Giacomo nell'area dei Tre Ponti in Montefortino citata dal Crocetti, ma già dal secolo scorso (XIX secolo n.d.e.) completamente perduta. ...qui confluirono infatti, fino a tutto il Cinquecento varie diaspore ereticali, come i Ctari o Patareni, gli Spirituali detti anche Fraticelli i Clareni, gli alchimisti..." Marco Carobbi e Mauro Ristori, mwavkEmergenze architettoniche nel versante piceno dei Monti Sibillini-I simboli pag. 98, in mwavoLe Terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, 1999
cite-note-1313. Sul relazione autoptica del viaggio di mwav4De La Sale a Montemonaco, alla Grotta della Sibilla e relative implicazioni anche di ordine antropologico, si veda: Anna Maria Piscitelli, mwav8Antoine De La Sale Viaggio nei misteri della Sibilla, Progetto Elissa 1999.
cite-note-1414. Così non ci sorprende che ci fossero viaggiatori nobili, che frequentavano e visitavano non soltanto le destinazioni delle peregrinationes maiores: Santiago De Compostela, Roma e La Terra Santa...ma anche luoghi conosciuti e illustri tanto sacri quanto profani Nell'elenco di questi luoghi figuravano i Santuari di san Michele, il famoso mwawmMont-St Michel in mwawqNormandia e il Santuario sul mwawuMonte Gargano, ma anche la mwawyGrotta della Sibilla". Detlev Kraack mwawcLa caccia all'onore e all'avventura pag. 46, in mwawgLe terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, mwawk1999
cite-note-1515. Detlev Kraack riprende dal "Paradis de la reine Sibylle" del filologo belga Fernand Desonay il testo originale di De La sale sul suo soggiorno montemonachese: "par escript et pourtrait tout ce queje ay peu veoir et moy informer par le gens du pais, le xviije jour de may, l'an mil ccccxx que je y fus." Detlev Kraack, mwaw0La caccia all'onore e all'avventura pag 53 nota 4, in mwaw4Le terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, mwaw81999
cite-note-1616. Nella parte finale del "Le Paradis de la Reine Sybille" De La Sale cade in una vera e propria contraddizione, infatti scrive: "... Fra tutte le sibille che ho sopra nominato e fra i più santi uomini e altre scritture, non si trova nessuna menzione della falsa sibilla di cui fin qui ho parlato, e di ciò che il diavolo col suo potere, approfittando della nostra debole credulità, ha fatto spargere la fama per ingannare la gente semplice. Ed è perciò che io chiedo e supplico che non dispiaccia a nessuno,” se la mia vera credenza è quale io ho detto. Così prego Dio di salvaguardare ogni buon cristiano da questa falsa credenza e dal mettersi in questo pericolo. Mia riveritissima dama, vi mando copia di questo scritto per adempiere la mia promessa e non essere così rimproverato. E ancora. Se a voi e alla mia reverentissima dama di Calabria, vostra compagna, facesse piacere di andarci a piedi (così come spesso siete solite accennare quando recitate le vostre preghiere prima e dopo il pranzo e prima e dopo la cena) la detta Regina Sibilla e tutte le sue dame vi festeggerebbero con grande gioia, e, inoltre, acquistereste un così grande merito e una così grande indulgenza, che vi metterebbe vestite in paradiso. Lassù potreste incidere le vostre piume e violette, nonché i nomi e le insegne di coloro che saranno in vostra compagnia. Ma intanto, eccellentissima e potentissima principessa e mia riverita signora, se in qualche cosa potrò servire voi e il mio riverito signore, quando vi piaccia comandarmi, siate certi che con molto impegno, secondo il mio potere, l'adempirò. E il sommo Iddio, Dio degli dei, delle dee e di tutte le sibille, con la sua grandissima grazia, rallegri tutti e due e quelli che vi vogliono bene." Insomma De La Sale inviterebbe Agnese di Bourbon Burgogne ad andare nella terra del Diavolo e lasciarvi le sue, e non solo sue, insegne? mwaxmmwaxqmwaxuCopia archiviata, su mwaxysibylla.it. mwaxcURL consultato il 19 febbraio 2009 mwaxg(archiviato dall'mwaxkurl originale il 9 aprile 2009)..
cite-note-1717. Archivio Storico del Comune di Montemonaco. Archivio pergamenaceo, pergamena n° 40
cite-note-1818. Il documento qui presentato, in cui si "assolve i Priori, il Popolo e il Comune di Montemonaco dalla scomunica da essi incorsa per aver dato recetto ad alcuni uomini recatisi nel suddetto Comune per esercitare l'alchimia, per consacrare libri proibiti ed esercitare arti diaboliche al lago della Sibilla" ha un valore considerevole nella storia della stregoneria europea, in quanto ripropone l'Italia centrale come al di fuori di quell'orror et amor diabolicus che provocherà dalla metà del mwayaXV alla fine del mwayeXVII secolo la caccia alle mwayistreghe. Paolo Aldo Rossi, Commento introduttivo pag V in Mons. Giuseppe Ghilarducci, mwaymSulle tracce della Sibilla - Un documento del XV sec., Montemonaco(AP), Progetto Elissa, mwayq1998
cite-note-1919. Conclude Paolo Aldo Rossi: "Si impongono a questo livello dei percorsi di indagine transtorica che aprono ad una comprensione della permanenza e della variabilità di un mondo magico che troppo spesso, per quanto attiene alla cultura occidentale, viene prima mascherato da irrazionalità e in seguito cancellato da un'immagine di compiuta egemonia del razionale". Paolo Aldo Rossi, Commento introduttivo pag IX in Mons. Giuseppe Ghilarducci, mwaygSulle tracce della Sibilla - Un documento del XV sec., Montemonaco(AP), Progetto Elissa, mwayk1998
cite-note-2020. Sull'antica usanza di raccogliere, per uso "rituale" e gastronomico, le piante officinali si veda dal mway0sito ufficiale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini mway4Archiviatomway8 il 9 giugno 2006 in mwazaInternet Archivemwaze.
cite-note-2121. Sulla captazione delle acque nel versante Piceno del Parco Nazionale si veda mwazy"Acqua, sangue della terra", Atti del Convegno, Foce di Montemonaco, 2006 mwazcArchiviatomwazg il 13 dicembre 2007 in mwazkInternet Archivemwazo.
cite-note-2222. Nonostante la notevole captazione di acqua alla sorgente dell'Aso soddisfi le necessità di mwaz8San Benedetto del Tronto e uno stabilimento di acque minerali capti alla sorgente le acque del Tenna, i comuni di Montemonaco e mwa0aMontefortino, conserva una sufficiente disponibilità idrica. Fa fede la dispersione, con forte gettito delle polle di acqua minerale chiamate "Pisciarelle" a Rocca di Montemonaco,
cite-note-2323. Sulla medicina popolare tardo medievale, le implicazioni terapiche delle ricette tramandate dalle donne, a volte chiamate streghe, e i cerusici, (chirurghi) della vicina scuola Preciana, si veda:Ida Li Vigni, mwa0qMedicina dotta e medicina popolare in mwa0uSibilla Sciamana della Montagna e la grotta appenninica. Atti del Convegno, Ed. Miriamica, 2001. pag.39
cite-note-2424. Sulle Sibille dipinte nelle Marche si veda: Stefano Papetti, L'Iconografia sibillina nelle Marche in Errante Erotica Eretica...op. cit. Pag. 125
cite-note-2525. Sulla Sibilla Chimica si veda: Anna Maria Piscitelli, L'errare della vergine Sibilla dal III cielo all'aes ustum, in mwa0wErrante Erotica Eretica, l'Icona Sibillina fra Cecco d'Ascoli e Osvaldo Licini. Atti del Convegno ed. Miriamica, mwa002000 pag. 97
cite-note-2626. Su Giacomo Sinibaldi e i manoscritti si veda: Anna Maria Piscitelli, mwa1eRari manoscritti del XVI-XVIII secolo rinvenuti a Montemonaco. pag. 117, in mwa1iErrante Erotica, Eretica, l'icona Sibillina fra Cecco d'Ascoli e Osvaldo Licini, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 29-31 ottobre 1999, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, 2000.
cite-note-2727. Dati tratti da: mwa1ymwa1cmwa1gmwa1kmwa1oPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwa1smwa1wPDF), su mwa10ebiblio.istat.it, mwa14ISTAT. mwa18mwa2amwa2emwa2iPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwa2mesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-2828. mwa2gmwa2kmwa2oStatistiche demografiche ISTAT, su mwa2sdemo.istat.it.
cite-note-2929. Norcia, l'antichissima città sabina deve aver posseduto, in epoca molto remota, l'importante località di Rocca, ritenuta un "pagus" romano ed una scolta avanzata di Norcia, su di un valico obbligato nel versante orientale dell'Appennino. Al primo agitarsi delle libertà comunali, il castello di Rocca venne naturalmente a formare l'ampio territorio del nuovo comune di Montemonaco. in Augusto Vittori, Montemonaco nel regno della Sibilla Appenninica, 1933, L.E.F. (FI) pag 33
cite-note-architettura-3030. Sull'architettura e i decori architettonici degli edifici del territorio sibillino si veda: Marco Carobbi e Mauro Ristori, mwa3oEmergenze architettoniche nel versante Piceno dei Monti Sibillini pag. 69-103 in mwa3sLe terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, mwa3w1999.
cite-note-3131. mwa4amwa4emwa4iI santuari nel Fermano - Percorsi Turistici - Fermo - Ascoli Piceno, su mwa4mitalyzone.it. mwa4qURL consultato il 17 febbraio 2009 mwa4u(archiviato dall'mwa4yurl originale il 17 luglio 2006).
cite-note-3232. mwa4omwa4smwa4wSul Sentiero dei Mietitorimwa48, su mwa5cpicenoguide.it.
cite-note-interno-333. mwa6shttp://amministratori.interno.it/

Bibliografia

• Augusto Vittori, mwa68Montemonaco nel Regno della Sibilla Appenninica, FI, Libreria Editrice Fiorentina, 1938
• Antoine de La Sale, mwa7eIl Paradiso della Regina Sibilla, Norcia, Millefiorini, 1963
• Luigi Paolucci, mwa7mLa Sibilla Appenninica, Firenze, Leo Olschki, 1967
• mwa7uJoyce Lussu, mwa7yIl Libro perogno, Il Lavoro Editoriale, 1982
• mwa7gI Monti Sibillini nelle fonti storiche e letterarie, Ripatransone, Maroni Editore, 1990
• Mons. Giuseppe Ghilarducci-Introduzione di Paolo Aldo Rossi, mwa7oSulle tracce della Sibilla - Un documento del XV sec., Montemonaco, Progetto Elissa, 1998
• mwa7wSibille e linguaggi oracolari, a cura di Ileana Chirassi Colombo e mwa70Tullio Seppilli, Atti del Convegno-Università degli studi di Macerata, Istituti Editoriali e Poligrafici internazionali, Pisa-Roma, 1998
• mwa78Le terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, 1999
• Anna Maria Piscitelli, mwa8eAntoine De La Sale - Viaggio nei misteri della Sibilla, Montemonaco (AP), Progetto Elissa, 1999
• mwa8mErrante Erotica, Eretica, l'icona Sibillina fra Cecco d'Ascoli e Osvaldo Licini, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 29-31 ottobre 1999, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, 2000
• mwa8uSibilla Sciamana della montagna e la Grotta Appenninica, Atti del Convegno di Amandola-Camerino 2-3 dicembre 2000, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa 2001
• mwa8cClaudio Censori, mwa8gFoce e il lago di Pilato, Capponi Editore, Ascoli Piceno 2014.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comunemontemonaco.it.
• citerefsapere-itMontemònaco, su sapere.it, De Agostini.
• mwa-uIl Comune di Montemonaco sul sito della Provincia di Ascoli Piceno, su provincia.ap.it. URL consultato il 25 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2009).
• mwa-cSulla storia di Montemonaco, su montemonaco.com.
• mwa-kDescrizione di alcune chiese del territorio montemonachese, su sibillini.net. URL consultato il 24 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2009).